L’uso delle intonazioni, o viraggi, nelle immagini argentiche che nascono in camera oscura, risponde a due esigenze: renderle più stabili e modificarne il colore.

La stabilità è un requisito fondamentale che le immagini delle origini non garantivano affatto. Già i dagherrotipi si avvantaggiano di un trattamento al cloruro d’oro che li rende meno delicati e più gradevoli alla vista. Più in generale tutte le immagini argentiche sono destinate a sbiadire progressivamente con lo scorrere del tempo, un difetto che può essere risolto con alcuni tipi di viraggio.

L’ampia gamma di colori ottenibili, pur sempre monocromi, è utile per quelle immagini che si avvantaggiano esteticamente di toni diversi dal B/N neutro o dal classico seppia.

Le due opzioni sono spesso complementari, visto che il viraggio al tricloruro d’oro rende estremamente stabili le immagini ma può essere impiegato non solo per ottenere toni quasi neutri o freddi fino al blu, ma anche rossi, di un delicato tono che ricorda le sanguigne dei disegni leonardeschi.

Autore mostra
Carlo Braschi

Durata e luogo della mostra
28-29 Settembre presso il chiostro della Biblioteca comunale di Arezzo